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venerdì, 04 aprile 2008

La guerra di Piero

Fassino ha dichiarato: "Basta! I politici, quando vanno allo stadio, devono pagare il biglietto come tutti quanti".
Complimenti! E' davvero un argomento accattivante e convincente in una campagna elettorale giocata in primis contro il presidente del Milan.

gigi - perturbazione

Postato da: perturbazione a aprile 04, 2008 08:30 | link | commenti (5) |

domenica, 30 marzo 2008

Destini tragici

Quest'uomo alla fine è riuscito a far sospendere un concerto degli offlaga disco pax e una partita di calcio e forse, almeno in un caso, sarebbe stato meglio il contrario...

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tratto da rockit:
06-04-2006

Niente Parma per gli Offlaga Disco Pax

Elezioni alle porte. Venerdi 7 aprile, al Circolo Arci Onirika di Parma, è previsto un concerto degli Offlaga Disco Pax e degli Amari. Poco prima, all'incirca ieri, l'organizzazione comunica l'annullamento agli Offlaga Disco Pax. Il motivo? Una frase, ovviamente ironica, contenuta nella canzone "Robespierre": "Grazie Reagan, bombardaci Parma". Un fatto abbastanza ridicolo, che però - anche a causa delle mail inoltrate all'ARCI - ha probabilmente instaurato nell'organizzazione la paura di disordini controproducenti per il risultato elettorale.

Ecco una delle mail inviate:

----- Original Message -----
From: "Matteo Bagnaresi"
To:
Sent: Wednesday, April 05, 2006 11:04 AM
Subject: NO partecipazione offlaga a PARMA!

Sono un ragazzo di Parma, affezionato frequentatore dell'Onirika... Come vi è venuto in mente di riaprire la Mitica Onirika , dopo 2 anni di purgatorio ... Con un gruppo di imbecilli reggiani che non sanno fare di meglio che comporre canzoni in cui si citano gli ultras della reggiana (..."Grazie Regan, ora bombarda Parma" - vecchio striscione primi anni '90). Ma questi 4 idioti degli offlaga NON DEVONO METTERE PIEDI IN CIttà!
La gente si sta organizzando per boicottare/far annullare la loro partecipazione... Tiratevi fuori da questa cosa! Annullate la loro partecipazione immediatamente! Questi personaggi non sono degni di suonare al Circolo Onirika di PARMA!
Se non ci penserete voi... ci penserà qualcun altro in maniere FORTI!
Grazie!


Ed ecco infine la mail che Bagnaresi, giovane ultras del Parma, ha scritto agli Offlaga:

"Non venite a Parma!
Molte persone si stanno organizzando per non permettere a voi, 4 imbecilli reggiani che offendono la nostra città, di poter suonare al Circolo Onirika!
Pensate di poterci sputtanare a livello nazionale (MTV e radio...) e poi di suonare impunemente nella nostra Città?!?
Pensateci prima che sia tardi...."
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gigi - perturbazione

Postato da: perturbazione a marzo 30, 2008 23:35 | link | commenti (20) |

giovedì, 13 marzo 2008

Per chi vi batte il cuore?

E' almeno curioso, pensavo stasera, che le tre figure più conosciute per la difesa della vita: Ruini, Giuliano Ferrara e Giovanni Lindo Ferretti non ne abbiano messa al mondo una.

gigi - perturbazione

Postato da: perturbazione a marzo 13, 2008 01:13 | link | commenti (16) |

domenica, 18 novembre 2007

Cos'è successo?

 

Circa un mesetto fa commentavo con il mio amico Angelo un articolo dell'Economist il cui titolo, se fosse stato Il  Vernacoliere, si sarebbe potuto tradurre in "i Radiohead vanno in culo ai DRM" (digital right management...ne avevamo già parlato in passato con l'intervista a Chiariglione). Angelo che lavora al progetto Digital Medita in Italy (rif. sempre intervista a Chiariglione) ed io che ho una piccola etichetta discografica avevamo risposto "beh, bella forza, quelli sono i Radiohead".

Ora, invece, il Corriere della Sera ribatte un articolo in cui si dice che la scommessa del gruppo inglese è andata persa: 3 persone su 5 non hanno pagato nulla per scaricare il disco, le altre due si sono attestate su una media di 2,50GBP.

In realtà, a ben verificare, direi che è tutt'altro che una scommessa persa, per lo meno non per i Radiohead: parliamo di 3 download su 5 ma questi 5 si attestano oltre il milione, il che vuol dire che 400.000 download sono stati pagati (seppur pochetto...ma parliamo di incassi al netto delle trattenute di iTunes e della casa discografica) e forse gli altri 600.000 se lo sono downloadato a gratis dal sito dei Radiohead anziché da eMule, senza contare che gli ordini per il box contenente vinili e cd pare fiocchino. Quindi "bella forza, sono i Radiohead" e non ci hanno poi rimesso secondo me, però hanno dimostrato al mondo un paio di cose:

1) che le case discografiche possono dormire sonni tranquilli perché non sono loro, non è il caro cd, non è l'iva al 20% il problema  non è l'incapacità delle persone che ci lavorano dentro a non far vendere i dischi;

2) che per la ggente la musica è un prodotto che continua a non meritare d'esser pagato, neanche se responsabilizzata tramite la libera offerta ma che piuttosto "l'occasione fa l'uomo ladro".

Così, i Radiohead hanno raccolto il loro bottino (che a dire il vero è più di promozione, di prestigio e di innovazione che di denaro) e le case discografiche si portano a casa il risultato di poter dire al prossimo meeting-sulla-scarsa-vendita-della-musica che "gli utenti sono dei balordi, degli scrocconi" e che "non è la discografia in crisi ma i valori morali di chi la musica la ascolta".

Morale: ancora nessuna novità per la musica.

Per concludere il post, anche io mi permetto di allegare un video e visto che la diatriba su 'sta faccenda è pressoché irrisolvibile (i Radiohead hanno dichiarato di non aver rilasciato alcun dato a chicchessia), per una volta evitiamo la polemica e godiamoci qualcosa di profondamente bello...almeno per chi scrive.

 

 

cristiano - perturbazione

Postato da: perturbazione a novembre 18, 2007 11:40 | link | commenti (35) |

martedì, 09 ottobre 2007

Conti che non tornano

L'articolo da me pubblicato su Beppe Grillo ha scatenato una discussione. Vivaddìo. Ci tengo a chiosare con una riflessione. Quando mi sono riferito a lui, se si presta attenzione, nell'articolo precedente, ho sempre separato Beppegrillo dalle sue affermazioni. E cioè: è assurdo che qualcuno pensi di prendere Beppe Grillo come un pacchetto chiavi in mano. Siamo degli esseri senzienti che possono dissociare le persone dalle loro affermazioni, anche se è facile, data la natura umana che non ha separato del tutto le due funzioni, perdere quest'equilibrio e dovere accettare tutto di una persona. Mi spiego meglio. Io sono un fervente estimatore di Marco Travaglio. Ho letto praticamente tutto di quello che ha pubblicato. In una sua apparizione recente, credo proprio quella al V-Day, ha sostenuto -percarità, in maniera paradossale- che per combattere l'illegalità, se necessario, ci si potrebbe impiantare tutti un microchip. Da questo dissento profondamente. Ma non per questo cade la mia stima di Marco Travaglio, visto che la proporzione tra le sue affermazioni che mi trovano d'accordissimo è nettamente superiore a quest'unica da cui dissento. Lo stesso vale per Grillo.

Cristiano scrive nei commenti: Beppe mi ha stancato. E credo che questo atteggiamento sia un pò assurdo. Come se Grillo fosse un vestito. Io voglio sapere quali sono le affermazioni sbagliate e quelle condivisibili di una persona che seguo. Non se 'mi ha stancato' o no. Altrimanti vale la politica dell'immagine, dei grossi raduni, de 'la canzone popolare' e dell'inno di Forza Italia. Tutti a fare festa, a bere e a magnà. Poi, passate le elezioni, tutti con il culo per terra.

Come dice Oppe, sempre nel post precedente. Però il suo pessimismo cosmico, sicuramente dettato dal momento, non credo aiuti a discernere le affermazioni condivisibili da quelle che condivisibili non sono, come ho detto prima.

E per finire voglio farvi un regalino che ho trovato su youtube. Prendetevi cinque minuti. Per chi non conoscesse l'inglese alla perfezione, le prime frasi che vedete dicono: conta attentamente i passaggi che si fa la squadra con le maglie bianche. SOLO i passaggi della squadra con le maglie bianche. Un minuto di vera concentrazione. Poi ditemi.

 

gigi - perturbazione

Postato da: perturbazione a ottobre 09, 2007 10:30 | link | commenti (26) |

sabato, 22 settembre 2007

I gravi reati di Grillo del 1980

Mi chiedo quante siano le persone che improvvisamente non riescono a spiegarsi come sia possibile che Beppe Grillo sia onnipresente nella seconda serata televisiva e sui quotidiani. Fino a prima dell'8 settembre era un corpo astrale, invisibile agli umani sensi sintonizzati sui vecchi mezzi di comunicazione di massa. Per qualcuno deve essere apparso di colpo. E spero che questo qualcuno si renda conto di come oggi l'informazione sia falsata. Oggi tutti lo invitano. Prima non esisteva se non alla voce: comico da rispolverare d'estate quando non c'è niente in televisione. Lui rifiuta gli inviti. E fa bene. Vorrebbero moltiplicarlo in video, sfiancando lo spettatore per neutralizzarlo, ben sapendo che con questo vogliono neutralizzare le persone che ne seguono i ragionamenti semplicemente perchè li condividono.
Analisi su analisi per scoprire che cosa voglia, se scenderà in campo o no, a chi giovi politicamente a chi no, senza rendersi conto che ci sono centinaia di pagine scritte da lui medesimo, pubbliche, consultabili da chiunque, sul suo blog, con cui confrontarsi.
Addirittura hanno rispolverato un episodio che lo vede coinvolto, in cui avrebbe preteso i 35.000 milioni di vecchie lire che una Festa de l'Unità avrebbe dovuto dargli come compenso, da contratto, poi naufragata per il maltempo. Che ruberia chiedere che venga rispettato un contratto. Nel 1980. Negli stessi anni Andreotti stava finendo il suo percorso accertato di collusione con la mafia, poi caduto in prescrizione. Però stasera Riotta (qualcuno un giorno gli chieda a che titolo abbia partecipato al gruppo Bilderberg e se questo è uno dei titoli per superare l'ammissione alla presidenza del TG1) era quasi commosso per inchiodare Grillo alla croce per questo reato.

"Anche tra i comici, come si vede, ci sono i disonesti" ha ammiccato con un sorriso mentanesco.

Intervistato poi il signor Innocenti, povero volontario della Festa de l'Unità, diceva che Grillo non aveva battuto ciglio nel pretendere l'adempimento del contratto e lui, e ripeto, poveretto, aveva dovuto, insieme ad altri 3, accendere un mutuo in banca per pagare la non esibizione del comico.

Ma come? Il PCI non gli ha dato una mano?
Signor Innocenti, se la prenda con il Partito.
Non solo cuoceva a gratis le braciole, che neanche il Mac Donald paga così poco i propri precari salariati. Ha dovuto anche pagare il buco.
In caso di spettacolo e di incasso favorevole, mi chiedo, quanto sarebbe finito nelle tasche del signor Innocenti?
E in tutto questo Grillo sarebbe colpevole?

Ma fateci il piacere...

gigi - perturbazione

Postato da: perturbazione a settembre 22, 2007 02:12 | link | commenti (12) |

venerdì, 24 agosto 2007

Telecomunicazzoni

Un tentativo che passerà alla storia come la più grande disfatta politico-estetica è il blog del ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni. La documentazione presente sul sul suo sito è assolutamente eterogenea, quindi quasi inutile. Si va da 'Il punto sulla banda larga' a 'Il manifesto dei giovani blairiani'. Ma il blog mette a nudo la distanza siderale che passa tra il mondo abitato dal povero Paolo (una specie di Second Life  fatta di partite a tennis e sinistra intellettualoide) e la 'ggente, cioè noi, quell'universo che una come la Brambilla definirebbe (perchè qualcuno deve averle detto di pronunciare almeno venti volte al secondo questa parola): 'il cittadino'.

E la 'ggente, o 'il cittadino' sono molto meno poetici di quanto Gentiloni si potesse aspettare o di come si accorgerà presto la Brambilla, se solo aprisse davvero i telefoni di una delle sue trasmissioni fasulle (io ho provato a prendere la linea, ma risulta sempre occupata).

Il povero Paolo se ne deve essere accorto e starà meditando su come chiudere elegantemente il blog. Aveva già deciso di stemperare i toni del suo e di distendere il clima con un post vacanziero.

Facendo un altro passo falso.
:-)

Il blog
Il post incriminato
Qualche risposta poetica a caso
1
2

3
4
5
gigi - perturbazione

P.S.
Io ho letto in ordine di interesse:
1) Qualcuno uccida mio padre - Domenico Petrolino. Cercate su Google. (Nico, se leggi contattami: gigi'chiocciola'perturbazione.com
)
2) Tabù (la storia degli uruguayani dispersi sulle Ande che si sono mangiati tra di loro)
3) Il libro nero delle sette in Italia
4) Italiopoli di Oliviero Beha
e qualcosaltro di cui mi sono già quasi dimenticato.

Se volete che diventi ministro, incominciate pure ad insultarmi.
:-)

Postato da: perturbazione a agosto 24, 2007 01:19 | link | commenti (11) |

mercoledì, 01 agosto 2007

Io c'entro

Volevo ringraziare pubblicamente Casini. Da oggi ho un nuovo desktop che mi mette di buonumore tutte le volte che apro il pc.



gigi - perturbazione

Postato da: perturbazione a agosto 01, 2007 18:19 | link | commenti (13) |

lunedì, 30 luglio 2007

The fall of the Gozz

Dietro ogni concerto, ogni festival, ogni manifestazione, c'è sempre qualcuno che si prende dei mal di pancia, che rischia, che fatica. Noi musicisti arriviamo sul luogo e, quando le cose vanno bene, non notiamo niente, come se tutto fosse dovuto. Ci si accorge dell'organizzazione sempre e solo quando le cose non funzionano. Così questo post vuole essere un ringraziamento a tutti quelli che si sbattono per organizzare i concerti in cui abbiamo suonato.

E ne approfittiamo anche per un saluto particolare a Gozzi, il 'patron' del festival torinese che si appoggia allo Spazio 211. Quest'anno Maurizio che ci aveva seguito lo scorso anno come fonico, ha lavorato prorpio con lui e ci ha fatto una soffiata.

E con questa vogliamo condividere l'affetto che ci lega a Gozzi, sperando che non se la prenda.

Però, dài, fa veramente ridere!!!!

perturbazione

Postato da: perturbazione a luglio 30, 2007 13:29 | link | commenti (3) |

lunedì, 02 luglio 2007

"...and if you can't change the world, then change yourself"

 

Qualche sera fa, miracolo delle tv locali che ancora resistono ai telefoni erotici...almeno fino ad una certa ora, ho visto un'intervista a Leonardo Chiariglione, indicato come "inventore dell'mp3", una definizione che suona sbrigativa. Come dire "inventore della ruota"...ma non è che la ruota si inventa dall'oggi al domani, sono studi e studi portati avanti da persone e persone...sì, poi ci sarà il progettista che disegna un cerchio o colui che la realizza, ma non credo si possa definire "l'inventore della ruota".

Comunque non era questa la riflessione, io in quanto aspirante musicista e autoproclamato discografico ho subito considerato interessante l'idea di fare due chiacchiere sulla discografia con "l'inventore dell'mp3".

Ora, il caso vuole che l'mp3 abbia gli stessi natali di Gianduja e che Leonardo Chiariglione, che ringrazio per la disponibilità, sia attualmente il capo del mio amico Angelo (di cui già scrissi sul blog molto tempo fa), quindi sono riuscito ad entrarci in contatto e a chiedere al papà del Public Enemy No.1 della discografia che cosa pensa dell'attuale mondo musicale (intendo in senso meramente industrial/commerciale), anche alla luce di un progetto nel quale è particolarmente coinvolto e che si chiama DMIN.IT, che sta per Digital Media in Italy, un progetto ambizioso e che potrebbe rivelarsi molto più importante, per l'intera industria/economia di un paese, di quanto saprei spiegarvi (pertanto vi consiglio di andare ad informarvi su www.dmin.it, appunto).

Il risultato è l'intervista che c'è qui di seguito.

 

<- L'altra sera L'ho vista intervistato in una rete locale, dove veniva

definito "inventore dell'mp3", possiamo dire che è così o ci sono

specifiche da fare?

 

Non capisco bene la domanda. MP3 esiste da 13.5 anni come standard ISO.

Quindi le specifiche "ci sono"

 

- In quanto inventore di uno dei sistemi di principale circolazione

della musica in rete, ha mai ricevuto minacce o anche solo accuse

dalle case discografiche?

 

No, assolutamente. Anzi fui chimato dalle case discografiche a fare

l'Executive Director della Secure Digital Music Initiative

 

- Lei che musica ascolta?

 

In generale qualsiasi musica che non sia invadente ed ossessiva. Devo

lavorare...

 

- La compra o la scarica gratuitamente?

 

La mia musica è di tue tipi. Quella che negli anni ho comperato io (vinile e

CD) e quella dei miei figli

 

- Il mondo della discografia è in crisi (che banalità, ndi) e molto

spesso (più nel passato, invero, come nel caso dell'attacco a Napster)

si è scagliato contro il mondo dell'informatica accusandolo di agevolare quella

che potremmo semplicemente definire la circolazione

dell'informazione...e cioè, ciò che è a base della propria attività.

D'altronde, l'informatica si è sempre difesa attribuendo alla

discografia una scarsa capacità di stare al passo coi tempi. Ora i

tempi sono leggermente cambiati e gli attriti ridotti, fatto sta che

la situazione della discografia resta di crisi. A mente fredda,

vogliamo tracciare una mappa delle responsabilità della discografia e

dell'informatica (ammesso che ce ne siano!)?

 

Dell'informatica (che chiamerei più in generale tecnologia) io non riesco a

trovare "responsabilità". Trovo invece che questa parola si possa applicare

all'industria discografica da una parte ed all'"imprenditoria" dall'altra.

L'imprenditoria è stata ricca di idee innovative, alcune forse più di là

della linea della legalità che di qua, ma l'industria discografica ha fatto

terra bruciata intorno ad ognuna di queste, anche quelle che "a sentimento"

potevano benissimo considerarsi al li qua della linea della legalità.

 

- D'altronde, se i dischi circolano gratuitamente in rete, anche i

software subiscono lo stesso destino: perché l'informatica allora non

è in crisi come la discografia? e cosa può consigliare la prima alla

seconda per riuscire a sopravvivere nel tempo del free download?

 

Penso che il paragone: software come contenuto in bit e musica come contenuto

in bit non sia corretto. Non perché non siano bit ma perché la percezione da

parte dell'utente è completamente diversa.

 

- Lei è parte del progetto Dmin.it (digital media in italia,

www.dmin.it) che si prefigge la creazione, attraverso la risoluzione

di problemi tecnico legali, di un mercato italiano in rete: ce lo

spiega meglio?

 

Il progetto dmin.it riguarda il creare le condizioni per cui l'Italia possa

sfruttare le opportunità offerte dalle tecnologie numeriche. La creazione di

un mercato italiano di contenuti numerici è il punto di partenza. Tale

mercato non va però pensato come qualcosa di monolitico ma come

un'infrastruttura tecnologica aperta a tutti e quindi a chi crea perché non

c'è più un'alta barriera all'ingresso come oggi (o firmi con una label o sei

fuori), che offre accesso (nessuno ha detto che debba essere gratuito, ma

certo a prezzi equi), che dà la possibilità a chi ha una grande idea di

business di poterla realizzare senza dover fare investimenti multimilionari,

che permetta di gestire micropagamenti per rendere possibile un mercato che

tratta ogni volta magari poche decine di euro. Certo, poi ci vuole un

ritocco alle leggi, per adeguarle al nuovo contesto, ma parliamo di poca

cosa rispetto ai vantaggi che vediamo possibili.

 

- Sempre parlando di Dmin.it, leggo che non c'è un mercato italiano:

sempre parlando di musica, secondo Lei quanto di questo è legato

all'oligopolio delle multinazionali? intendo dire, che la musica in

Italia (ma anche altrove) è quasi totalmente gestita da etichette che

non hanno sede principale nel nostro paese e quindi, probabilmente,

non hanno interesse ad investirci: può essere questo un motivo della

scarsa reattività del mercato italiano in materia?

 

Quando parlo di mercato italiano non parlo necessariamente di un mercato

della musica italiana. Anche se l'esistenza di questa piattaforma

tecnologica, che Lunedì 4 giugno abbiamo "scelto" ed ora passiamo a

realizzare, si applica a qualsiasi tipo di contenuto e di qualsiasi origine,

sono chiari i benefici della piattaforma riassumibili con il radicale

abbassamento della soglia d'ingresso alla catena del valore.>

 

cristiano - perturbazione

Postato da: perturbazione a luglio 02, 2007 17:57 | link | commenti (12) |